Laurea specialistica in Ingegneria per la gestione delle acque a Mondovì

(A.A. 2006/07)

Altri Anni Accademici: 2004/05  2005/06  2007/08  2008/09  2009/10 

Classe di laurea specialistica n° 28/S: INGEGNERIA CIVILE
Facoltà: I Facoltà di Ingegneria


Durata e sede

Durata: 2 anni
Sede: Mondovì - Via Cottolengo 29 (CN)
Segreteria didattica: Segreteria di Mondovì

Profilo della professione

I fenomeni alluvionali, le ripercussioni delle variazioni climatiche, la fragilità idraulica del territorio, il corretto e rispettoso uso delle acque, la loro protezione dall'inquinamento, le interazioni fra ingegneria, ambiente ed ecologia sono solo alcuni esempi dei complessi, notevoli e sempre più impellenti problemi che ricadono nel capitolo dell'ingegneria civile che si occupa delle acque. Capitolo che si sta facendo sempre più importante e variegato, arricchendosi anche di questioni di confine con l'ingegneria classica, quali quelle ecologiche, economiche e sociali. Vi è quindi una grossa esigenza di formare laureati che posseggano gli strumenti concettuali per affrontare queste delicate tematiche. La laurea specialistica in Ingegneria Civile per la Gestione delle Acque nasce proprio per soddisfare a tale esigenza, che prima di essere tecnica è anzitutto culturale: ossia formare un laureato che abbia conoscenze approfondite ed estese per affrontare le complesse e multidisciplinari tematiche legate all'acqua.
Tale laurea e' concepita per proseguire nel solco della preparazione acquista nei corrispondenti primi tre anni di studio universitario. In questa laurea specialistica spazio sarà dato all'approfondimento teorico dei problemi e alla definizione di strumenti concettuali atti ad affrontare questioni complesse e la progettazione di interventi sul territorio. Equilibrio sarà inoltre posto nell'affrontare le questioni sia dal punto di vista più schiettamente ingegneristico-progettuale sia dal punto di vista ambientale. Il conseguimento di questa laurea specialistica garantisce quindi una preparazione tale da poter identificare, comprendere e risolvere anche in modo innovativo i complessi problemi che vengono posti da una moderna, oculata e seria gestione delle acque nei suoi vari aspetti.
Il curriculum formativo e' sostanzialmente organizzato in tre fasi. Una prima dedicata al completamento della formazione di base ricevuta nel primo livello di studi. Spazio sarà quindi dedicato alle materie più teoriche, sia generali come la matematica e la fisica sia caratterizzanti il corso di laurea. Quindi succederà una seconda fase rivolta agli insegnamenti di specializzazione, opportunamente organizzati così da coprire l'ampio spettro delle applicazioni idrauliche. Infine vi è la tesi, che nella tradizione del Politecnico e' sempre stato un momento di grande importanza dove il laureando ha modo per la prima volta di cimentarsi in prima persona su problemi originali e dove la costante presenza del docente gli è di riferimento per apprendere la giusta forma mentale nell'affrontare temi complessi.

Ambiti occupazionali previsti per i laureati

I laureati trovano il loro naturale impiego in tre possibili ambiti. Innanzi tutto all'interno degli Enti che si occupano di territorio e di acque. Essi sono numerosi, con crescenti competenze e sempre più importanti nella vita del Paese. Altro sbocco è l'attività in studi professionali. In questo senso è molto sentita la necessità di migliorare il livello di conoscenze ora normalmente in possesso dei professionisti e così ridurre il divario fra mondo della ricerca e la reale progettazione. Infine c'è l'attività di ricerca, per sua natura necessariamente ristretta ad un piccolo numero di persone ma decisiva per guidare un corretto rapporto fra attività umane e l'ambiente "acqua".

Caratteristiche della prova finale

1. Per essere ammesso all'esame finale per il conseguimento del titolo lo studente deve aver superato gli esami di tutti gli insegnamenti previsti per il corso di studi cui è iscritto.
2. Per il conseguimento della laurea l'esame finale consiste nella discussione pubblica di una relazione scritta o di una tesi. Per il conseguimento della laurea specialistica l'esame finale consiste nella discussione pubblica di una tesi elaborata in modo originale dallo studente sotto la guida di un relatore. In ogni caso la valutazione del candidato avviene integrando le risultanze dell'intera carriera scolastica con il giudizio sull'esame finale.
3. Le strutture didattiche competenti deliberano sulla composizione delle Commissioni che conferiscono il titolo accademico e sui criteri orientativi per la valutazione combinata delle prove finali e dell'intero curriculum degli studi ai fini della determinazione del voto finale.
4. Le Commissioni per l'esame di laurea sono composte da almeno cinque e da non più di sette membri, compreso il Presidente. Le Commissioni per l'esame finale di laurea specialistica sono composte da almeno sette e da non più di undici membri, compreso il Presidente. In entrambi i casi la maggioranza dei membri è costituita da professori ufficiali o da ricercatori confermati. Le Commissioni dispongono di centodieci punti; la lode può essere concessa soltanto all'unanimità qualora il voto finale sia centodieci. Per la tesi presentata per il conseguimento della laurea specialistica può essere concessa la dignità di stampa, soltanto qualora il voto finale sia centodieci e lode e la commissione sia unanime.

Requisiti per l'accesso alla laurea specialistica

Curriculum di laurea interamente riconosciuto per accesso alla laurea specialistica: Ingegneria civile per la gestione delle acque a Mondovi¿.